sabato 30 maggio 2015

30 maggio, 3 settimane, 3000km

La giornata inizia sotto i migliori auspici, dopo gli acquazzoni di ieri il sole torna decisamemte a splendere. La nostra partenza però va un po' a rilento, le ultime sere siamo andati a letto tardi e anche la sveglia del mattino si ritarda, con la conseguenza di partire non prima delle 10. Ma bisogna dire anche che dopo 20 giorni di pedalate e di rifacimento bagagli, una certa pigrizia mentale e fisica si fa sentire. Per fortuna il morale è buono e la coesione del gruppo è forte. Oggi siamo anche costretti a fare un minimo di manutenzione alle bici e addirittura partiamo alle 11:30, però ci troviamo subito con una buona temperatura, di qualche grado sopra le medie degli ultimi giorni. Per evitare la trafficatissima E4 decidiamo di seguire il percorso dell'Eurovelo che passa per la costa orientale della Svezia, il che ci ha portato a percorrere una delle più belle zone viste fin'ora. Passiamo per due stupende vallate disseminate di laghi e pascoli e dove la deforestazione è meno invasiva rispetto alle regioni più a sud, lasciando una più marcata naturalezza al paesaggio. Nel tragitto facciamo conoscenza con due simpatiche ragazze che si girano la scandinavia con bici a tre ruote e con un discreto carico di bagagli!
Arriviamo a Docksta, un villaggio su un piccolo fiordo, raggiungendo 3000km percorsi da Firenze in tre settimane esatte. Ne mancano poco più di 1200. Brindisi d'obbligo e meritato riposo, domani si torna in sella!

venerdì 29 maggio 2015

27-28-29 maggio, terra d'acqua

Lasciamo il campeggio alle 8 di mercoledì 27 in una splendida mattinata. Il lago di fronte al nostro bungalow ci aveva regalato uno scenario meraviglioso durante il tramonto della sera precedente, e stamattina ci fa sentire pienamente immersi nella natura circostante.
Proseguiamo il nostro percorso in direzione della costa orientale svedese che si affaccia sul Mar Baltico, percorrendo una larga strada non molto trafficata ma con continui lunghi saliscendi che spezzano continuamente il ritmo. Nella regione che stiamo attraversando vi sono poche cittadine di piccola-media grandezza e capita di percorrere dei lunghi tratti, anche di 30-40km, dove non si incontra altro che foresta. Però, a fronte di questi paesaggi a volte anche monotoni, quando meno te lo aspetti compaiono scorci di rara bellezza. Laghi costellati di isolette, ampie radure dove pascolano per lo più cavalli, fattorie e case in legno pitturato di rosso o fiumi dalle acque scure. E poi un cielo infinito, dove anche nelle giornate di sole non smettono mai di muoversi bianche nuvole che danno una grande prospettiva e profondità al paesaggio.
A fine giornata arriviamo a Sandvkin dopo 175km e nuovamente abbiamo delle difficoltà per trovare un alloggio. Solo alle 20 riusciamo ad ottenere una camera e a cenare in un albergo fuori centro. Decidiamo quindi che dall'indomani prenoteremo in anticipo per evitare brutte sorprese. E proprio il giorno dopo ultimiamo la traversata della Svezia da costa a costa, arrivando a Gavle sul Mar Baltico. Da qui continua la nostra risalita verso nord, e ogni volta che guardiamo la cartina rimaniamo sorpresi di quanto sia lunga la penisola scandinava. La traversata della Germania in confronto è stata una passeggiata!
Passiamo i successivi due giorni scoprendo nuovi scenari. Non mancano mai le infinite foreste, ma ai numerosi laghi si affiancano ampie insenature di mare, rendendo difficile capire se si è in presenza di acqua dolce o salata. Di sicuro l'acqua è l'elemento dominante qui. La sera di giovedì 28 ci fermiamo nei pressi del piccolo villaggio di Landvings, in una zona di mare molto bella. Troviamo alloggio in un piccolo ed accogliente ostello, che in realtà è come un bed&breakfast, dove il simpatico proprietario ci fa trovare una squisita accoglienza e, la mattina dopo, una super abbondante colazione. Questa volta, alla ripartenza, dopo 20 giorni di bel tempo, troviamo ad accompagnarci una fredda pioggia, fortunatamente intervallata da lunghe pause col sole a scaldarci, che però ci regala delle splendide variazioni di luce. Concludiamo la giornata a Sundsvall, una cittá industriale ma con un bel centro, dopo aver percorso 450km in tre giorni.

martedì 26 maggio 2015

24-26 maggio, Svezia, boschi e laghi

Siamo in Svezia, dopo 14 giorni di viaggio e 2000km alle spalle. Come avevamo deciso prima di partire, ci troviamo nel momento di decidere se passare dalla Norvegia, lungo la costa che si affaccia sul mare del nord, o proseguire il viaggio attraverso la Svezia per tutto il Golfo di Botnia e tagliare poi per Alta. Fatte le dovute valutazioni decidiamo per la seconda via, così da cercare di arrivare a Caponord con qualche giorno di anticipo rispetto all'altra strada, più lunga e impegnativa.
Abbandoniamo quindi la costa sul Kattegat, il tratto di mare che divide la Svezia dalla Danimarca, per dirigerci verso l'entroterra, e subito troviamo conferma di ciò che sapevamo rispetto al percorrere questo itinerario: questo è il regno dei boschi di abeti e betulle. Alberi e alberi e alberi, da dove a volte si intervallano ampie radure e pascoli, o che nascondono laghi dalle acque mosse solo dal levarsi del vento. Anche le città e i villaggi si fanno molto radi, capiamo subito che, man mano che andremo avanti, dovremo prender bene le misure sia sui rifornimenti di cibo durante il giorno, che per scegliere dove fermarsi a dormire. Infatti già alla terza notte abbiamo avuto difficoltà nel trovare un alloggio perchè l'unico albergo del paese che avevamo fissato come fine tappa era al completo. Fortunatamente la Svezia, oltre agli alberghi, offre diverse possibilità per pernottare, come gli ostelli, molto utilizzati anche dagli stessi svedesi, o bungalow nei campeggi. Stasera siamo in un bungalow, trovato in extremis a fine giornata e dopo 165km di bicicletta. Siamo sulle rive di un lago da cui abbiamo assistito ad uno splendido tramonto che ci ha ripagato della sistemazione un po' spartana.
Siamo a metà viaggio, il morale è buono e le gambe reggono, abbiamo tutti qualche acciacco, soprattutto mal di culo per le tante ore in sella, ma non perdiamo di vista l'obiettivo.

domenica 24 maggio 2015

22-23 maggio, Copenaghen

Lasciamo presto la stanza della guesthouse in una mattinata nuvolosa, l'aria è fresca come sempre, anche nelle giornate soleggiate. Fino alle 11 bisogna stare ben coperti, poi le temperature salgono e nel pomeriggio si viaggia che è una favola.
Arriviamo a Copenaghen in 4 ore con la voglia di scendere di sella per qualche ora e di visitare un po' il centro. Ci sistemiamo in un ostello fantastico, che sembra un porto di mare internazionale...ci sono continuamente persone con zaini e bagagli che vanno e vengono. Il piano terrà è diviso tra una grande sala, con reception e bar con numerose sedie e tavoli, e un'altra zona con un sacco di divani e zone di riposo, dove si può sostare in tranquillità nel mentre che ti assegnano il posto letto, il tutto in un ambiente piacevole e modermo. Il tema di fondo naturalmente è la bicicletta, con vari pezzi esposti in giro, e che rispecchia lo spirito della città dei confronti delle due ruote. Se in Germania ci hanno colpito le piste ciclabili, a Copenaghen non puoi che rimanere stupito da quanto esse sono diffuse ed efficienti. Praticamente una rete di strade che si sviluppa in parallelo alle corsie per le auto, semafori, incroci, sottopassi...sembra incredibile potersi muovere con tanta facilità e rapidità in mezzo al traffico cittadino!
Ci bastano poche ore passate nel pomeriggio in giro per la città per innamorarci della sua vitalità e fascino. Vi sono locali e luoghi di ritrovo in fantastici e moderni openspace, o anche semplici pub dall'aria trasandata nascosti nei seminterrati. Ci sono canali nel mezzo delle vie e ogni tanto qualche barca attracca o riparte. E poi gente di ogni nazionalità e una vitalità coinvolgente. Purtroppo noi non possiamo concederci una serata completa di svago, sia perchè l'indomani dobbiamo partire, ma anche per la stanchezza accumulata in 12 giorni e che il nostro corpo ci comunica costantemente.
Comunque la mattina del 23 ripartiamo, un po' a malincuore, verso nord, costeggiando il mare in una zona che sembra la Beverly Hills della Danimarca, tante sono le villette che si levano nel lungomare. Dall'altra parte si intravedono le coste della Svezia, e dopo poco più di due ore siamo già in terra svedese, lasciando la Danimarca dopo sole 48 ore di permanenza. La nostra tappa si conclude ad Halmstad, dopo aver pedalato per 135km.

mercoledì 20 maggio 2015

20-21 maggio, dalla Germania alla Danimarca

Oggi abbiamo preso il traghetto che da Puttgarden ci ha portato in Danimarca. Ieri pomeriggio siamo arrivati emozionatissimi sulle coste della Germania che si affacciano sul Mar Baltico, dopo 7 giorni in cui abbiamo attraversato lo stato da sud verso nord. In questa parte del viaggio il meteo ci è stato favorevole, grazie a giornate soleggiate anche se a volte ventose, ma senza pioggia. I paesaggi sono piacevoli e le città che abbiamo attraversato, anche se velocemente, hanno un aspetto ordinato e pulito, e nei paesini più lontani dai grandi centri regna la tranquillità, a volte anche eccessiva. Le regioni centrali appatenenti all'ex DDR ci sono sembrate meno sviluppate e meno ricche della Bavaria, ma anche della Schleswig-Holstein, che si trova a nord, confina con la Danimarca e si affaccia sul mare. Bellissima la cittá di Lubecca, ma anche la zona del fiume Elba, che fino al 1989 segnava il confine tra le due Germanie. 

Complessivamente non abbiamo trovato particolari dislivelli, eccetto per una zona collinare centrale, dove siamo passati per un parco naturale, ma il centro della Germania è fatto per lo più da ampie vallate e dolci colline coltivate a grano e colza.

Una nota particolare la merita la fitta rete di ciclabili presente in tutto il paese. Oltre che nei centri urbani, quasi tutte le strade principali extraurbane sono affiancate da piste ciclabili lunghe centinaia di chilometri e che permettono di viaggiare in assoluta sicurezza. Nelle città, la gestione della circolazione viene fatta in funzione delle due ruote: semafori specifici, marciapiedi bassi, corsie dedicate...anche gli stessi automobilisti hanno un rispetto per i ciclisti che da noi neanche ci sogniamo! Puoi entrare ed uscire da una grande città come Monaco di Baviera con una facilità sorprendente.

Oggi siamo arrivati in Danimarca e superato un terzo confine di stato. Abbiamo percorso quasi 70km verso Copenaghen, dove giungeremo domani e dove faremo un giornata di riposo, dopo 12 giorni pensiamo di meritarcela!!

domenica 17 maggio 2015

14-19 maggio, Germania

Non è facile quest'anno riuscire a scrivere con costanza questo blog-diario di bordo, la sera siamo veramemte stanchi e trovare le energie per mettere giù qualche parola non è facile....gli occhi si fanno pesanti e il corpo richiede di riposare...
Quello che stiamo facendo questa volta, non è semplicemente una vacanza per l'Europa, è una sfida con noi stessi, a partire dall'impegno che è stato messo per la realizzazione del progetto legato alla LIFC, fino al tempo che stiamo passando in sella alle nostre biciclette. Abbiamo un obiettivo che è quello di arrivare a Caponord rispettando certe tempistiche e cercando anche di dare un contributo sociale.
Ad oggi, martedì 19 maggio, abbiamo attraversato quasi tutta la Germania. Quando ho preparato l'itinerario mi sembrava tantissimo una settimana da passare in questa nazione, ma poi, come sempre, il tempo e gli avvenimenti fanno sì che tutto scorra in maniera anche troppo veloce. Solo venerdì scorso rompevo la bici poco dopo Monaco di Baviera, ed ero costretto a ricomprarne un'altra, pena tornarmene a casa sconsolato...la fortuna è stata non solo quella di essere in una città dove sono riuscito a trovarne una della mia taglia e adattarla per il viaggio allestendo un'officina in un parcheggio, ma anche avere ancora il camper d'appoggio guidato da mia mamma Pierina e mia zia Daniela, senza le quali forse oggi non sarei qui. Di piccole rotture ne sono capitate, ma un telaio ancora no! Nel frattempo si sono presentati i vari malanni e acciacchi fisici che di volta in volta accusiamo...posso dire che dopo una settimana, in tre ne abbiamo accumulati da vendere! Ma fa parte del gioco, e grazie alle precedenti esperienze in viaggio, sappiamo bene quali sono i problemi legati allo stare in sella tante ore, anche se farne almeno 7 per più di un mese è un limite che non avevamo ancora affrontato. In 10 giorni siamo riusciti a percorrere 1500km, siamo perfettamente in media rispetto all'obiettivo di farne almeno 150km al giorno. Purtroppo questi ritmi non ci permettono di ammirare troppo le città e i luoghi dove passiamo, ma questa volta la priorità è quella di far strada. Però per quello che abbiamo visto, la Germania all'interno è un bel paese, fatto per la maggior parte di dolci colline verdeggianti ricoperte di foreste e di campi grano, alternati al giallo delle tantissime piantagioni di colza, che in questo periodo sono in fiore e danno luce al paesaggio. Abbiamo visto che la parte sud è molto più ricca e industriizzata di quella al centro-nord, soprattutto rispetto alle regioni dell'ex Germania dell'est, dove si respira un aria diversa e nei paesini spesso non c'è anima viva in giro. Un'altra cosa che ci ha colpito nel parlare con le persone è che ce ne sono moltissime che non sanno l'inglese. Spesso ci additiamo come gli ignoranti d'Europa, ma in realtà forse tanto ultimi non siamo!
Siamo a Hitzaker, un grazioso paesino sulle rive del fiume Elba, che scorre placido lungo una verdeggiante pianura. Probabilmemte venerdì mattina saremo in Danimarca, un'altro confine sta per essere varcato!

giovedì 14 maggio 2015

13 maggio, Bolzano - Innsbruck

Ritrovo alle 8 sotto l'hotel. Quest'anno, rispetto agli altri viaggi, abbiamo anticipato l'orario di partenza viste le lunghe distanze da percorrere quotidianamente. Anche oggi il nostro amico Ferdinando ci accompagnerà fino al confine. Inoltre sia aggiungono altri tre ragazzi colleghi ferrovieri che lavorano a Bolzano. Troviamo molto bella questa staffetta quotidiana, durante la quale abbiamo il piacere di pedalare in compagnia, di conoscere nuove persone ma soprattutto di far conoscere la nostra iniziativa sulla fibrosi cististica.
Riprendiamo da subito la ciclabile che risale la valle dell'Isarco e che nei primi chilometri dopo Bolzano passa sul tracciato della vecchia ferrovia, attraversando anche alcune gallerie in un paesaggio molto suggestivo. Ricordo di aver percorso quella vecchia linea nell'ormai lontano 1997 mentre prestavo servizio al Genio Ferrovieri. Passarci dopo quasi 20 anni in bicicletta fa uno strano effetto!
Il panorama è bellissimo. La vallata, prima stretta, man mano che si avanza si allarga di più. Si scorgono campanili e tetti di case di paesini abbarbicati in punti elevati delle montagne, da giù nel fondovalle non si riesce a dare una dimensione e una misura delle altitudini. Più avanti il panorama si apre regalandoci magnifici scorci sui verdi prati disseminati di fiori gialli, mentre il persorso lentamente ci porta su di quota con un'ascesa senza salite da fiatone. Arrivati al valico del Brennero facciamo un buon pranzo veloce nel camper di supporto. Foto di rito al confine e giù in picchiata lungo la lunga discesa che ci porterà ad Innsbruck. Siamo in Austria, un'altro confine superato su due ruote, è il primo di questo lungo viaggio! Arrivati in città passiamo dal centro di FC dove conosciamo una famiglia e la presidente del reparto del posto. È un alteo momento importante ed interessante per conoscere altri particolari sulla malattia e sulle cure.
Finiamo a cenare ancora in camper e poi a dormire. Siamo stanchi dopo questi primi intensi giorni di pedalate ed incontri. Portiamo in cascina 135km.

mercoledì 13 maggio 2015

12 maggio, Verona - Bolzano

Oggi ci dirigiamo in direzione di Bolzano. Ci aspettano al centro LIFC di Rovereto, dove purtroppo hanno saputo solo all'ultimo del nostro passaggio, ma in poco tempo sono riusciti ad organizzare un incontro con la presidente del centro.
A Verona, la sera precedente, ci ha raggiunto il camper di supporto guidato da mia mamma Pierina accompagnata da mia zia Daniela, decisamente una coppia di guerriere! Ci accompagneranno e allevieranno del peso dei bagagli fino a Monaco, permettendoci di superare le Alpi più agevolmente. Al gruppo e alla tappa di oggi si sono aggiunti Ferdinando e Max, due nostri cari amici e Ugo del Ciclone di Padova. 

Colazione veloce al camper e via verso la val d'Adige, non prima di aver salutato con molto affetto Lucia, Renzo e Fabio, veramente delle persone eccezzionali.

La ciclabile in uscita da Verona segue il corso di un canale fin'oltre Bussolengo, regalando uno scorcio magnifico sulla valle sottostante, prosegue inerpicandosi per un breve tratto per poi riprendere a scorrere nel fondovalle, seguendo un percorso, a volte tortuoso, tra i vigneti. Ad Ala, troviamo ad attenderci Silvano, Loris e Giovanni, anch'essi ciclisti e con figli affetti da FC, con cui formiamo un bel gruppone. Nel tragitto abbiamo modo di parlare e conoscerci un po' scoprendo in loro delle gran belle persone. Arriviamo in breve all'ospedale di Rovereto e conosciamo Luca e Angela, coordinatore e presidente della LIFC locale, che ci portano a visitare il reparto e dove abbiamo modo di incontrare e salutare alcuni ragazzi in cura. Vedere da vicino una realtà così forte e difficile da vivere è per noi un momento molto emozionante. Ne rimaniamo molto colpiti...ancora una volta l'ammirazione per la forza, la dignità e l'impegno di queste persone è grandissima.

Ripartiamo ancora tutti in gruppo fino a S.Michele dove salutiamo Loris, Silvano e Giovanni, e proseguiamo con i restanti amici fino a Bolzano. Seguiamo quasi completamente la ciclabile, che da Trento in poi scorre linearmente lungo l'argine del fiume permettendo una buona andatura e riuscendo anche a godere del panorama sulla splendida vallata. Arriviamo a termine tappa verso le 18 dopo aver percorso 165km e la sera ci concediamo una buona cena insieme a Leopoldo e Giuseppe, altri due nosfri amici e colleghi di lavoro che vivono in zona.

martedì 12 maggio 2015

11 maggio, Forlì - Verona

Oggi ci aspetta la tappa più lunga della nostra tabellina di marcia. Dobbiamo arrivare a Verona dove abbiamo appuntamento con dei rappressentanti della LIFC di Verona e del Ciclone ASD. Paolo della FIAB di Forlì e un mio caro amico, Francesco "Frisco", ci accompagneranno fino a Lugo. Anche oggi la giornata è bellissima, non una nuvola in cielo e sole spendente. La tappa sarà totalmente in pianura e fin da subito viaggiamo a delle buone medie, ma il caldo si fa presto sentire con temperature fin quasi a 30°, e arriviamo a Ferrara, circa metà percorso, già molto accaldati. Pranzo veloce in compagnia di Saverio, fratello di Mario, che ci aspetta in centro e subito ripartiamo, affrontando un torrido pomeriggio che ci porterà a bere qualcosa come 6/7 litri d'acqua a testa. A Bovolone ci aspettano in bicicletta gli amici del Ciclone e della LIFC, molti dei quali genitori di un figlio affetto da FC. Pedaliamo fino a Verona chiudendo la tappa con 210km, e dopo una rinfrescante doccia, ci ritroviamo ancora per cenare tutti insieme. Durante la serata abbiamo modo di conoscere meglio diversi aspetti di questa non così rara malattia. Conosciamo meglio Renzo, Lucia, ma anche i genitori di Alice, una ragazza scomparsa pochi mesi fa per FC, e diverse altre persone. Rimaniamo molto toccati da quanta generosità, dignità e forza ci sia in loro, che per un brutto scherzo della genetica, si trovano ad affrontare quotidianamente problemi che per la maggior parte delle persone sono quasi banali, ma che per chi è affetto da FC può costare letteralmente la vita. Ci hanno sentitamente ringraziati per quanto stiamo facendo con la nostra iniziativa, e noi ci sentiamo onorati di poter fare qualcosa di buono e di dare un seppur piccolo contributo alla lotta per la fibrosi cistica.

lunedì 11 maggio 2015

10 maggio, Firenze - Faenza - Forlì

È finalmente arrivato il grande giorno, è ora di mettere pratica il lavoro e l'allenamento degli ultimi mesi. La partenza è prevista alle 10 dall'ospedale Meyer di Firenze, dove ha sede la LIFC.
Io e Simone siamo stati ospitati da Luca, un simpatico ragazzo iscritto alla FIAB, ma durante la notte non siamo riusciti a riposare molto, vuoi per le emozioni ma soprattutto per le zanzare che ci hanno letteralmente divorato! Comunque alle 8:30 saliamo in sella per raggiungere il Meyer visto che siamo nella zona di Campo di Marte. La giornata è di quelle da cartolina, cielo blu e sole splendente, il massimo che potevamo sperare! Mario e la famiglia arrivano da Prato dove hanno dormito da dei parenti. Ci incontriamo con loro al parcheggio dell'ospedale dove piano piano arrivano persone ed amici ad assistere alla partenza. Ci raggiungono anche dei colleghi ciclisti del Dlf di Pisa e anche il nostro trainer Carlo Lazzari con un amico che ci accompagneranno per una parte della tappa. C'è il presidente della LIFC Franco Berti, ci sono tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, l'assessore allo sport del Comune di Firenze, parenti ed amici, e ci rendiamo realmente conto di quanto è stato fatto e smosso, il che ci rende orgogliosi del nostro impegno. Facciamo non so quante foto di rito e finalmente al suono di un campanello ci mettiamo in moto, è ora di pedalare, l'appennino ci attende!
Del folto gruppo di accompagnatori iniziali rimangono in due, Carlo e Arturo. Con buon passo ma senza mai esagerare, superiamo le montagne, passando per Borgo S. Lorenzo e arrivando in cima al Passo della Colla at 915mt. Una lunga discesa ci porta fino a Marradi per poi proseguire nel fondovalle verso Faenza. Carlo e Arturo ci danno una bella mano tirando il gruppo fino a Brisighella, da dove poi prendono il treno per tornare a casa a Viareggio. Rimaniamo solo noi tre ma non per molto, infatti a Faenza ci incontriamo con i nostri amici della FIAB con cui percorriamo gli ultimi 15km verso il centro di Forlì. All'arrivo in Piazza della Misura troviamo un bel gruppo di persone ad attenderci, nonchè l'assessore allo sport Sara Samorì che ci consegna il gagliardetto a simbolo del patrocinio della città. La nostra soddisfazione è grandissima! Dopo un aperitivo tutti insieme andiamo verso l'appartamento per cenare e salutare altri amici.
E' stata una giornata emozionante, l'accoglienza e il calore delle persone ci hanno gratificato enormemente, e i ringraziamenti per la nostra iniziativa, da parte chi è direttamente coinvolto nel mondo della fibrosi cistica, ci riempiono il cuore.
Oggi abbiamo percorso 130km superando gli Appennini, domani lunga tappa in pianura verso Verona.

sabato 9 maggio 2015

Emozioni

Sono in treno in direzione di Firenze, stasera ci troveremo nella più bella città d'arte d'Italia. Ancora una volta siamo ad un passo dalla partenza e le emozioni che si provano in queste ultime ore sono talmente tante che non si possono catalogare o misurare singolarmente...passano tra il cuore e l'anima una dopo l'altra in un turbinio costante. C'è l'eccitazione per ciò che stiamo per affrontare, ai paesi che ci accingiamo a vedere, alle strade dove faremo correre le nostre pesanti due ruote. C'è la soddisfazione di essere al centro di un bel progetto di solidarietà che, con grande impegno si è sviluppato nei mesi scorsi e che ora sta entrando nel vivo, ora è il momento di tirare fuori il cuore ed essere forti con la testa per arrivare alla meta. E forte è anche il senso di responsabiltà che sentiamo nei confronti di tutte le persone che stanno credendo in noi. Ma legato a questo c'è anche il pensiero che stiamo tentando di andare oltre i nostri limiti conosciuti, e che in un percorso così lungo sono tantissime le variabili che possono far la differenza. Non manca poi il senso di distacco dai propri cari e di apprensione che lasciamo loro, che anche se per un periodo temporaneo sono sempre 40 giorni... E poi tante altre...
Quando oggi sono partito da casa con la bici carica per andare in stazione, nel fare la stessa strada che tante altre volte ho percorso, ho sentito nell'aria qualcosa di diverso, una sensazione profonda che ho provato in poche occasioni e che forse racchiude in un unica parola tutte le emozioni che sento dentro...e la parola è Libertà!

giovedì 7 maggio 2015

Firenze CapoNord - Pedala per un respiro

Ciao a tutti, anche quest'anno stiamo per intraprendere una nuova avventura ciclistica. Il 10 maggio, io (Marco), Simone e Mario partiremo da Firenze con l'obiettivo di raggiungere Capo Nord. Questa volta abbiamo deciso di mettere alla prova i nostri limiti, ma soprattutto di dare un aiuto a chi ha ben altri limiti da dover superare ogni giorno della propria vita.

L'iniziativa Pedala per un respiro è nata per questo, cercare di raccogliere fondi per la ricerca e il sostegno in favore della Lega Italiana Fibrosi Cistica. L'idea è nata da Mario, che ha un collega e amico di famiglia il cui figlio è affetto da FC, ed è stata poi presentata alla sede della LIFC Onlus di Firenze alla persona di Franco Berti. Subito siamo stati accolti con entusuasmo, e successivamente sono avvenuti diversi incontri durante i quali è stato sviluppato il progetto. E' quindi stato creato il sito www.pedalaperunrespiro.it sviluppato da Margherita Nieri e Vertical Media, dove chi vuole potrà concretamente dare il proprio sostegno economico alla raccolta fondi. 
Per promuovere e dare visibilità abbiamo coinvolto la FIAB e l'ASD Il Ciclone, due federazioni che si occupano di mobilità su due ruote e di tanti altri aspetti legati al mondo della bicicletta, e grazie a Maura Ventimiglia e Monica Benini abbiamo potuto realizzare una serata incontro a Forlì a tempo di record e nello stesso tempo ricevere il patrocinio del comune di Forlì, che si aggiunge a quello del comune di Firenze e dell'ospedale pediatrico Meyer sempre a Firenze.
Oltre all'aspetto organizzativo non abbiamo trascurato la parte tecnica e fisica, con allenamenti specifici intervallati al nostro vivere quotidiano, e abbiamo avuto la fortuna di essere seguiti da un trainer, Carlo Lazzari, in arte Mercurialis Polisportiva, che, settimana dopo settimana, ci ha cucito addosso una preparazione ottimale.

Siamo arrivati ad un passo dall'affrontare questo viaggio. L'emozione nel sentire avvicinarsi il 10 maggio, giorno in cui partiremo dal Meyer di Firenze è forte e palpabile, complici anche la lunga tensione nell'attesa che tutti i tasselli andassero al loro posto e qualche immancabile imprevisto dell'ultimo momento. Mancano poche ore ormai dalla partenza, che segue mesi intensi di lavoro e impegno, da parte nostra e delle tante persone che hanno creduto in noi e in questo progetto. Vogliamo porgere un sentito e profondo ringraziamento a tutte queste persone, sono tante e sarebbe lungo elencarle tutte, ma chiunque abbia partecipato sa di aver dato il proprio contributo ad una bella iniziativa di solidarietà e di grande aiuto nel portare avanti un sogno. Ringraziamo anche HDI e DLF di Perugia che ci hanno sponsorizzato e i responsabili di DLF di Pisa e Ravenna. Non ultimi ringraziamo anche gli amici e i familiari che, con pazienza e affetto, seguono i nostri viaggi.

Questa sfida è cominciata tempo fa, tanti ostacoli sono stati superati, ora non rimane che inforcatre le nostre fedeli due ruote e, con passione e sudore, arrivare fino alla fine...il tetto d'Europa!